Il Sumup è offerta da MediaWorld a 20 euro

Il POS portatile Bluetooth Sumup è in offerta da MediaWorld a 20 euro IVA inclusa anziché 59 euro + IVA (=72 euro).

In questo periodo dove i negozi non essenziali devono stare chiusi questo è perfetto! Infatti, per la mia attività, posso fare consegne a domicilio, ma non tenere il negozio aperto. Il POS ce l’ho, ma in negozio.

Non avendo alcun costo fisso mensile, ma una commissione fissa del 1.95% è perfetto: se un cliente non ha gli spiccioli posso accettare le carte alla consegna.

E in futuro, quando ci faranno riaprire (…quando? 😢), potrebbe comunque essere utile per accettare le transazioni di quei pochissimi clienti che pagano con American Express o Unionpay, in quanto la percentuale che chiedono su questi due circuiti specifici è inferiore a quella della mia banca.

Cosa succede quando scade la licenza di Fatture in Cloud

Cosa succede quando scade la licenza di Fatture in Cloud?

Entrando viene questo:

Molto scherzoso 😁

I dati non sono cancellati, così se rinnovi ci sono ancora (almeno, così sembra)

Se ancora non hai un account su Fatture in Cloud e vuoi provarlo, con il seguente link è possibile avere due mesi gratuiti:

https://www.fattureincloud.it/?ref96909

Pagare meno Tasse

Ho trovato questo libro su Amazon, è un autopubblicato.

Contrariamente a molti altri libri autopubblicati però la qualità si vede. Il testo è bello corposo, di circa trecento pagine, con il carattere di dimensione normale, i margini stretti: i contenuti ci sono, e sono tanti.

Essendo stato stampato on-demand (ovvero: viene stampato da Amazon apposta per il cliente che lo ordina, ecco perché c’è un ritardo di 1-2 giorni in più rispetto alla media Amazon Prime), è stato rilegato a brossura, che ha il difetto di “sventagliare” quando viene letto troppo. Comunque la copertina è di un cartoncino con una plastificazione morbida al tocco (penso?) che è molto gradevole da tenere in mano.

La mancanza di un editore si nota però nei piccoli dettagli, alcune immagini sono ipercompresse, si nota troppo la compressione JPEG troppo alta, e non è mai usata la È maiuscola, solo e sempre la E maiuscola con l’apostrofo. Sembra cosa da poco, ma per me è estremamente fastidioso leggere E’ al posto di È.

A parte questo, comunque è tutto ben impaginato, con il testo ben giustificato.

I capitoli sono trenta, e comincia in modo molto semplice per poi arrivare sempre più dettagliato.

All’inizio, mentre lo leggevo, pensavo “ehi ma questa roba la so già tutta” – poi invece mi sono ricreduto. Per esempio gli scaglioni IRPEF, un promotore finanziario, mostrandomi la tabellina:

RedditoAliquota
fino a 15000 €23%
fino a 28000 €27%
fino a 55000 €38%
fino a 75000 €41%
oltre 75000 €43%

mi aveva fatto credere che io dovessi in tutti i modi acquistare il suo prodotto finanziario, da poterlo detrarre dal reddito in modo di finire in una aliquota più bassa.

Però supponendo che si abbia un reddito di 90000 euro, l’IRPEF non viene calcolata tutta al 43%, ma, fino a 15000 euro, al 23%, da 15mila a 28mila al 27%, e così via.

Quindi il calcolo è:

15000*0,23 + (28000-15000)*0,27 + (55000-28000)*0,38 + (75000-55000)*0,41 + (90000-75000)*0,43 = 31870 euro,

e non 90000*0,43 = 38700 euro

Comunque, alla fine ho letto tutto in poche ore (saltando alcuni capitoli in quanto non mi interessavano), ed è stato molto interessante, copre praticamente tutti gli aspetti: fisco, tasse, impresa, commercialista, immobili, famiglia e automobili.

Guardando le recensioni su Amazon, mi fa sorridere la recensione a 1 stella del commercialista invidioso che dice:

Buongiorno, sono un commercialista. Vi aspetto in ufficio quando avrete gli accertamenti dopo aver applicato i consigli del libro.

In realtà è proprio il contrario! Il libro inizia proprio dicendo che bisogna farsi fatturare tutto, e che è da idioti comprare le cose a nero in cambio dello “sconto 22%”: essendo le spese fatte per conto dell’azienda, l’IVA viene comunque scaricata, e la spesa diminuisce il reddito aziendale, diminuendo quindi il carico fiscale. Certo, per una fattura sola saranno pochi euro di risparmio, ma via via che si cumulano, si può fare la differenza.

Recensione video:

Spot & Go non paga più?

Poco più di un anno fa avevo scritto di Spot&Go. Avevo visto la mia vicina di casa con un’auto nuova, con queste scritte pubblicitarie (sempre e solo di Spot&Go, mai di altre ditte)

Incuriosito, ho subito cercato di avere anch’io “un’auto a costo zero”, per poi capire per bene come funziona.

Per chi non li conosce, in pratica l’idea di base funziona così:

  1. Compri una macchina nuova da concessionari affiliati al circuito, pagandola il prezzo di listino (normalmente i concessionari fanno diverse migliaia di euro di sconto, a seconda del modello, specialmente se Km 0)
  2. Paghi 6000 euro a Spot&Go, come “spese anticipate di cambio wrapping adesivo”, perché in teoria ogni mese lo sponsor sulla macchina dovrebbe cambiare.
  3. Spot&Go ogni mese dovrebbe effettuarti un bonifico che copre interamente il canone del leasing.

Ma che succede se Spot&Go fallisce? Il capitale sociale di circa 30000 euro può coprire a malapena 2 clienti. In teoria tutto è coperto da una fidejussione, ovvero una garanzia “se loro non pagano, pago quest’altro soggetto”. Il problema è che questa fidejussione non è stata emessa da una banca italiana, ma da una cooperativa sociale che non ha assolutamente le risorse finanziarie per coprire tutti i clienti. Quindi il valore è zero.

Quindi, quello che sembra accadere (ma, non essendo un loro cliente, non ho nessuna certezza che accada), è che vengano utilizzati i 6-7000 euro che i nuovi iscritti versano all’inizio per pagare le rate dei vecchi iscritti. Il tutto prosegue finché le entrate dei nuovi iscritti non sono più sufficienti a coprire le spese dei vecchi.

Da novembre 2018 non ho mai visto l’auto della mia vicina con uno sponsor. Ogni tanto è cambiata la livrea, con una “più moderna”, ma comunque niente. Cercando su Instagram l’hashtag #mondoacostozero si notano lavori come questo:

https://instagram.ffco3-1.fna.fbcdn.net/v/t51.2885-15/e35/77118544_2515899371979039_5444817003916836732_n.jpg?_nc_ht=instagram.ffco3-1.fna.fbcdn.net&_nc_cat=103&_nc_ohc=71Gr_1LeXjoAX_JDIBy&oh=4bbeae34fa171da8822cba066a82be96&oe=5E9DFB2A
Fonte: https://www.instagram.com/p/B5w9LwuKmj9/

Dove è chiaro che la qualità dell’adesivo che applicano è ben lontana dai migliaia di euro chiesti in anticipo per il “wrapping”.

Comunque, oggi ho notato che la mia vicina ha rimosso completamente tutti gli adesivi.

Sembrerebbe quindi che non paghino più. Sulla pagina Facebook, sono in tanti quelli arrabbiati…

Installare Odoo è più facile che mai

Odoo è un gestionale aziendale veramente pieno di funzioni ma ha un grossissimo difetto: l’installazione è complicatissima, rendendo praticamente obbligatorio l’abbonamento a Odoo Enterprise che per una PMI Italiana ha costi assolutamente insostenibili.

Per fortuna, su GitHub c’è uno script che semplifica l’installazione, e di parecchio!

Eseguite install.sh sul vostro server Linux, aspettate qualche minuto e alla fine vi saranno comunicati i dati di accesso/gestione! Fantastico!

Quante chiusure può registrare una stampante fiscale prima di essere sostituita?

Ora con la novità degli scontrini elettronici moltissimi negozi dovranno cambiare il registratore di cassa / stampante fiscale.

Quindi di solito quello che succede è che si chiama il rivenditore di fiducia, il quale ci propone un po’ di preventivi. Per esempio una cassa Sweda/Ditron di base viene sui 400 euro, il modello completo sui 600, mentre invece una stampante fiscale Epson FP-90III RT costa oltre 1800 euro. Che differenza c’è? Per il mio rivenditore sono “uguali”.

Sono poi andato a vedere la scheda tecnica della Epson e vedo questo:

La Epson può registrare 3656 azzeramenti (ogni fine giornata è una chiusura/azzeramento), che sono 11-12 anni di attività!

E invece la Sweda che costa meno della metà? Il rivenditore non mi ha saputo dare una risposta, e il sito Ditron/Sweda è molto scarno su questo.

Non è che magari costa un terzo perché avendo una memoria minuscola può durare al massimo 3-4 anni? Non è che il rivenditore “fa finta” di non sapere quanti azzeramenti può subire la cassa, così tra tre anni sono obbligato a comprarne una nuova di zecca?

Nei prossimi giorni, tornando dalle ferie, telefonerò ai vari produttori di registratori fiscali per sapere la risposta

Non serve comunicare il “codice univoco” per la fatturazione elettronica!

Se avete una Partita IVA, i vostri fornitori vi staranno tartassando da settimane “ehi compila questo form con i codici della fatturazione elettronica a mano e mandacelo per fax!”

Ma questo è inutile, perché basta semplicemente entrare nel sito dell’Agenzia delle entrate, andare dentro la gestione della fatturazione, e impostare il codice univoco! In questo modo è molto più pratico!

Infatti, se uso un software di TeamSystem, il codice “univoco” è M5UXCR1 (non è “univoco” per nulla, è uguale per tutti!!). Se domani decidessi di cambiare software, il codice cambia e quindi dovrei mettermi a comunicarlo a tutti i fornitori!

La soluzione migliore è ignorare tutte queste richieste e scrivere il tutto nel sito dell’Agenzia delle Entrate: ci penseranno loro a smistarle! E se domani cambio software, con un clic le posso “rimbalzare” dove le voglio!

È più facile di quanto si pensi…

Una auto gratis con Spot & go? Come funziona?

Recentemente vicino a casa mia è apparsa una Fiat 500 bianca, con i loghi Spot&go su tutte le fiancata. Per qualche giorno ho pensato che fosse un nuovo tipo di carsharing, poi vedendo più vicino, ho visto il sito: autoacostozero.it. Allora… è pagata dalla pubblicità?

Visito il sito e la cosa mi pare geniale: te compri un’auto nuova (presso i concessionari convenzionati?), purché sia bianca, e Spot&go si impegna di restituirti ogni mese fino a 350 euro, ovvero ti ripagano il prestito ogni mese e hai la macchina gratis.

Wow!! Immediatamente ho iniziato a sognare, finalmente posso rottamare il catorcio che uso per andare a lavorare ogni giorno, ed essere pagato per farlo???

Leggo meglio come funziona:

  1. Bisogna pagare 1400 euro di spese di istruttoria (quindi bisogna usare la loro finanziaria convenzionata? Con che tassi di interesse?)
  2. La macchina costa 5000 euro in più rispetto al valore di mercato, per il costo del wrapping pubblicitario, ma comunque sembra cosa da nulla perché il tutto viene spalmato nelle rate della macchina

Per una macchina gratis non sembrano limitazioni gravi, no? Alla fine ti rimborsano tutto, no?

L’autore del blog “Vendite piramidali” ha fatto un lavoro investigativo eccellente su una società con motus operandi molto simile. Leggete qua: https://venditepiramidali.wordpress.com/2017/05/04/auto-no-cost-di-vantage-group-e-una-truffa/

Ecco qua cosa c’è che non va in Spot&go:

  1.  La rata mensile viene rimborsata dalla pubblicità applicata sulla macchina, ma se si va a vedere su Instagram, all’hashtag #mondoacostozero, dove tutti i membri devono postare una foto della loro auto almeno due volte a settimana, si nota che pochissime auto hanno una pubblicità applicata. Non ci sono inserzionisti!
  2. Sempre riguardo alle auto senza sponsor, se vi ricordate, all’atto dell’iscrizione bisogna pagare anticipatamente 5000 euro per i costi del “wrapping auto”, calcolati in circa 80 euro per ogni “wrapping”, da applicare ogni mese. Ma se non c’è nessuno sponsor? I soldi per l’adesivo mai applicato che fine fanno?
  3. Tra quelle foto, ogni tanto si nota un’auto con sponsor effettivo: ma non è un wrapping, è una banale scritta intagliata! Questa foto che ho trovato su Pixabay invece mostra un wrapping:

Questo è un wrapping! Una personalizzazione estrema della macchina che costa centinaia di euro! Una cosa che attira l’attenzione dei passanti! Se fosse fatto così potrei capire bene i 5000 euro che chiedono, ma per delle lettere intagliate sul vinile nero?? Il costo è di pochi euro! (Verificate da voi il prezzo degli adesivi in vinile su Attacca.li)

4. Inoltre; se foste un inserzionista: preferireste sponsorizzare un Taxi che viene visto ogni giorno da migliaia di persone, con un adesivo colorato che prende tutta la fiancata, oppure, a parità di prezzo (costa uguale se non di più!!!), una scritta in nero, anonima, su un’auto che magari sta parcheggiata in un garage privato tutto il giorno eccetto per fare la spesa??

5. Purtroppo, per il codice della strada, è illegale andare a giro con una macchina sponsorizzata da terzi. Non conosco i dettagli di Spot&go, ma gli altri hanno “risolto” facendo un contratto da venditore al guidatore. Nel caso in cui uno venga firmato, basterebbe mostrare il contratto di lavoro come venditore e dire che l’auto serve per lavoro. Magari se l’auto quel mese non ha sponsor la polizia può lasciare correre, ma se magari avete gli adesivi di “Pizzeria Giovanni”, allora preparatevi a pagare una multa che parte da 400 euro

6. Non conosco i dettagli di Spot&go, ma per le ditte simili, il rimborso viene emesso come pagamento dell’attività di venditore. Quindi: se pagate 350 euro di rata auto, vi rimborsano 350 euro. Lordi, da tassare come reddito da venditore. Quindi diminuiscono.

7. Infine, se gli sponsor non ci sono, chi paga le macchine? Si sospetta che l’operazione stia in piedi solo grazie ai 5000 euro di “wrapping” pagati anticipatamente dai nuovi entrati. Adesso Spot&go paga regolarmente, ma che succede se falliscono? Sono una SRL con capitale sociale di 30mila euro, al massimo possono ripagare un’auto sola in tutta italia! Con 350 euro di rimborso al mese, c’è da sperare che vadano avanti con i rimborsi per almeno 15 mesi, solo per essere ripagati del “costo wrapping”

In conclusione, se non avete intenzione di comprare un’auto nuova e/o non ve la potete permettere, lasciate stare. Sul blog “Vendite Piramidali” ho visto persone che malgrado non si potevano permettere un’auto nuova, ne hanno prese due “tanto paga no cost”, e ora che “no cost” è in difficoltà e non rimborsa, chi rimane con 700 euro di rate da pagare con uno stipendio da 800?

Se invece pensate che sia un’idea che possa durare almeno 2-3 anni, e comunque state per comprare un’auto nuova, allora è una buona idea. Nel caso in cui sparissero tra 2 anni, almeno sareste ritornati in possesso dell’investimento iniziale, e l’auto è comunque di vostra proprietà… staccate gli adesivi e fine… anche se vi hanno “obbligato” a sceglierla di un banalissimo colore bianco, cosa che svaluta un po’ il prezzo della rivendita secondo me.